La mappa di Trasformazione Alchemica del disagio di Abheeru.it
La mappa di trasformazione alchemica del disagio di Abheeru.it prevede tre step fondamentali di lavoro :
STEP 1. – ESPERIRE LA REALTA’ DI ESSERE UN’INTELLIGENZA RELAZIONANTE
STEP 2. – IMPARARE A RELAZIONARSI CON L’INTELLIGENZA CHE VIVE NEL DISAGIO E ATTIVARNE L’ALCHIMIA DI TRASFORMAZIONE
STEP 3. – COGLIERE LA PULSIONE INTELLIGENTE DEL DISAGIO E DIREZIONARLA VERSO UNA VISION CREATIVA
Step 1. - Esperire la realtà di essere un'Intelligenza Relazionante
L’applicazione del Principio della Relazione per attivare una interdipendenza pro attiva con il disagio.
Scansionando il disagio, osserviamo che ci sono tre parti in causa, correlate tra loro:
- l’impulso compulsivo che si presenta con un’emotività disturbante e agitata
- la reazione protettiva automatica e preconfezionata del cervello limbico all’impulso compulsivo
- una presenza cosciente, che si rende conto di quanto accade; e che è anche il nostro potenziale relazionante con l’impulso compulsivo
L’impulso compulsivo è il lamento di una memoria emozionale irrisolta, nella quale è stato registrato un bisogno perennemente attivo, perché non soddisfatto, avvolto da un ambiente emotivo/informativo di mancanza e solitudine e da informazioni che negano la possibilità di appagarlo.
Pertanto, quando si manifesta, porta con sé due forze contrastanti:
– la spinta del bisogno emozionale che vuole l’appagamento
– la memoria di impossibilità ad appagarlo
La reazione automatica all’impulso compulsivo è la soluzione di sopravvivenza che il cervello protettore Limbico ha creato per tamponare il panico di quando abbiamo vissuto l’impossibilità di soddisfare qualcosa.
È un’allucinazione falsamente positiva, creata per mascherare il vuoto lasciato da una situazione che ha avuto su di noi un impatto negativo che non è stato elaborato positivamente:
– non ha la soluzione di risposta appagante all’impulso compulsivo
– ci impedisce di essere creativamente responsivi alla sua compulsione
– assegna la causa dell’impossibilità a fattori esterni o alla persona stessa
– certifica che la persona si deve occupare, in un modo obbligato e predeterminato, del senso di impossibilità
– impedisce di incontrare, sentire e soddisfare il bisogno
– risulta sempre convincente in quanto agisce una falsa promessa: “Se mantieni il disagio, vuol dire che là fuori cè qualcuno con te, non sei solo” (un qualcuno che però non potrà appagare per te il disagio stesso…).
L’ansietà, la tensione, il senso di impotenza, il dolore, la sensazione di sprofondare nella solitudine, la rassegnazione che si provano all’apparire dell’impulso compulsivo sono il risultato del perpetuare la reazione automatica che non soddisfa né il bisogno né il senso di impossibilità ad appagarlo.
Ciò che chiamiamo disagio non è l’impulso compulsivo:
è il non riuscire a dare una risposta liberatoria al bisogno in esso imploso.
Manca cioè l’elemento rassicurante di rilassamento, che può essere dato unicamente dal ripristino di una relazione cosciente e sentita tra noi e l’impulso compulsivo (cioè non avere più paura di quell’impulso).
Appare chiaro che nel set up esposto precedentemente non esiste una possibilità di risoluzione per l’impulso compulsivo e il bisogno in lui imploso.
L’unica soluzione è nel ricordare e risvegliare la realtà di essere un’Intelligenza relazionante.
Nel ripristinare la consapevolezza dell’Intelligenza Relazionante vivi l’esperienza diretta della tua reale dimensione interna: uno spazio neutro, libero e non identificato con nulla, predisposto alla relazione interdipendente con le forme di vita in te e fuori di te; è il Sensore Intelligente per eccellenza, il dogma centrale della tua Intelligenza Sensibile.
Nell’Intelligenza Relazionante è intrinseco il senso di creare una possibile risposta a ogni cosa viva in noi, in assenza di paura.
Questa Intelligenza è un qualcosa che rimane sempre ferma al suo posto, indipendentemente dal girare della ruota della vita: ti rendi conto del suo prezioso funzionare quando sei pienamente presente a te stesso.
Allenando la percezione di te e risvegliando l’Intelligenza Sensibile, radichi nel cervello la possibilità di relazionare, e quindi incontrare, quanto è vivo in te:
- percepisci lo stato di salute
- inverti interiormente l’ordine di importanza delle cose
- comprendi che l’azione responsvia dall’Intelligenza Relazionante è prioritaria, piuttosto che continuare ad attaccarti all’impulso compulsivo
- impari a prendere distanza dall’impulso compulsivo, a disidentificarti progressivamente, a non ripeterne il coinvolgimento
- diventi abile a prendere coscienza del meccanismo reattivo
- attivi una grande novità: senti la possibilità di relazionarti a quell’impulso fastidioso in un modo responsivo e non più reattivo.
Nel momento in cui sperimenti il potere della tua Intelligenza Relazionante, comprendi che Tu non eri né la reazione né tantomeno il senso di impossibilità che per anni ti hanno pilotato roboticamente.
Sei libero dal meccanismo protettivo vincolante.
Torni così nella tua predisposizione naturale: un Essere Relazionante capace di trasmutare il danno in dono.
Step 2. - Imparare a relazionarsi con l'intelligenza che vive nel disagio e ad attivarne l'Alchimia di Trasformazione
La Respons-Abilitas: sviluppare l’abilità di risposta al disagio, per rientrare nella dimensione della relazione
interdipendente e pro attiva con il disagio stesso.
Il Relatore è colui che riferisce, che rapporta, che riporta qualcosa indietro.
Relazionarsi con l’impulso compulsivo che genera il disagio significa quindi:
- sviluppare la Respons-Abilitas, cioè l’abilità a dare una tua risposta funzionale a quanto è vivo in te e che tende a ripetersi
- entrare in una relazione sensibile con l’informazione/energia dell’impulso compulsivo
- offrire una disponibilità di presenza neutra, non giudicante
- riconnettere al cervello cognitivo e discernente, che coopera con l’Intelligenza Relazionante, l’informazione/energia dell’impulso compulsivo.
Quando abbiamo ben allenato la capacità di accesso alla nostra Intelligenza Relazionante, otteniamo la piena efficienza e collaborazione del centro discernente della Neo-Corteccia frontale:
è il nostro cervello, la macchina della Respons-Abilitas.
È preposto a rifletterci la nostra vera identità, quella sensibile/relazionante/responsiva, che viviamo solo quando rimaniamo presenti e connessi agli impulsi vivi in noi.
È anche preposto a ramificare nuovi riflessi di noi: lo fa plasmandosi al variare del nostro sentire,
in corrispondenza con il variare della vita.
La Neo-Corteccia frontale è il cervello predisposto a creare ciò che non c’è: a differenza del cervello Limbico che può solo proteggere e non creare. L’attività discernente può essere liberamente e creativamente accesa solo quando il cervello Limbico non agisce le sue allucinazioni protettive sugli impulsi dei bisogni irrisolti.
La condizione di funzionamento di questa centrale creativa è quindi la presenza sensibile a noi stessi: che corrisponde al mantenere una connessione cosciente con il potenziale relazionante (e alla conseguente disidentificazione dalla reazione limbica).
Quando siamo abili e liberi di entrare nell’ascolto profondo e sentito dell’informazione irrisolta pulsante nell’impulso compulsivo, relazioniamo, rapportiamo, riferiamo l’informazione al cervello discernente: il cervello creativo ha finalmente la possibilità di creare qualcosa di nuovo e appagante con quell’antica e scomoda informazione.
Mentre siamo abituati da anni a seguire ciecamente la reazione limbica preconfezionata sull’impulso compulsivo, con conseguente disagio e malesseri annessi, nella risposta creativa proviamo un vasto senso di benessere e liberiamo anche la nostra identità dalla falsa risposta a cui eravamo vincolati e con la quale ci eravamo identificati.
Relazionarsi consapevolmente all’impulso compulsivo non significa quindi solo trasformare il disagio e alleggerirsi da un fardello di malessere: significa trasformare se stessi, la propria identità: significa evolvere verso la propria integrità di individuo, responsivo e libero.
Step 3. - Cogliere la pulsione intelligente del disagio e direzionarla verso una vision creativa
Vivere concretamente la trasformazione: creare una nuova percezione di Sé e della vita.
Come puoi aver compreso dal Principio della Interdipendenza e della Relazione, la vita è un continuum di auto-rigenerazione di se stessa: nel quale, alla variazione di una singola forma viva, corrispondono infinite variazioni nelle altre infinite forme a essa collegate.
Vuol dire che, nel momento in cui ti relazioni autenticamente all’intelligenza/energia viva dell’impulso compulsivo e offri la tua risposta pro-attiva, inizi l’Alchimia di Trasformazione e ti predisponi a diventare un co-creatore della tua esistenza e dell’esistenza intera.
Come abbiamo visto, fino a che l’intelligenza/energia viva dell’impulso compulsivo rimane separata dall’Intelligenza Relazionante, spinge in noi per cercare la risposta di appagamento.
Una volta relazionata coscientemente e calmata dall’appagamento dato dal nostro relazionarla, non si ferma lì:
ora inizia a spingere in un modo nuovo, non più limitativo ma finalmente creativo;
ha la necessità di diventare dinamica e propedeutica a una creazione,
alla manifestazione di un qualcosa che in precedenza non esisteva.
La reale destinazione di un buon lavoro di trasformazione del disagio non è l’assenza del disturbo compulsivo o del malessere reattivo che producevamo:
quelle sono conseguenze energetiche e nervose naturali, derivanti dalla risposta pro-attiva che abbiamo imparato a dare all’impulso compulsivo.
La reale destinazione è il vivere gli effetti della risposta creativa e appagante che siamo riusciti finalmente a dare.
Quando maturiamo la nostra risposta apriamo un foglio bianco nel nostro libro esistenziale: rispetto al vecchio impulso disturbante cominciamo a sentirci, pensarci e agirci in un modo nuovo.